Giro del Mondo Artico: la nuova avventura estrema di Omar

Il nostro UYNNER è partito per una nuova sfida: 4.000 km intorno al mondo, attraversando tutte le regioni artiche. Lui, la sua fedele bicicletta e un innovativo completo ad alta tecnologia che abbiamo sviluppato insieme a Omar per pedalare in condizioni estreme.

Dalla Kamchatka all’Alaska, una sfida ai limiti

I boschi della Finlandia e la tundra svedese, le piste ghiacciate della Lapponia e gli ostici sentieri della Groenlandia, le luci dell’aurora boreale e lo spettacolo della natura artica, gli orsi polari e le interminabili strade americane. Omar Di Felice ci ha già abituato ad avventure estreme: l’anno scorso attraversò tutta la regione himalayana fino ad arrivare al Campo Base di Sua Maestà l’Everest. Stavolta l’ultraciclista italiano, uno dei massimi esponenti al mondo di questa disciplina, fisserà l’asticella della sfida ancora più in alto. A partire dal 2 febbraio, pedalerà intorno al mondo, dalla Kamchatka all’Alaska, seguendo le tre linee di demarcazione dei confini artici (il circolo polare artico, la linea delle isoterme +10° e la linea artica degli alberi).

In completa autonomia, senza veicoli di supporto al seguito, Omar attraverserà tutte le nazioni all’interno dei confini artici. Si parte con la traversata della Kamchatka, uno dei luoghi più remoti e isolati del Pianeta, per proseguire con le regioni della Lapponia (Russia, Finlandia, Svezia e Norvegia). Dopo aver esplorato l’arcipelago norvegese delle isole Svalbard, il punto più settentrionale della sua avventura, Omar attraverserà l’Islanda e la Groenlandia (pedalando sull’Arctic Circle Trail, un sentiero di oltre 200, dal Point 66 ai margini dell’ice cap groenlandese) prima di dirigersi in Canada e Alaska, spingendosi oltre la linea di demarcazione del Circolo Polare Artico, il “traguardo” che il nostro UYNNER ha programmato di raggiungere negli ultimi giorni di marzo.

Lo speciale completo “artico” di UYN

Quale abbigliamento serve per affrontare lunghe ore in bicicletta a temperature di -30°, o addirittura di -40°? Com’è possibile mantenere la temperatura corporea costante, garantire la massima libertà di movimento e al tempo stesso ridurre peso e ingombro? Con queste domande in testa – che rappresentano sfide epocali nel mondo dell’abbigliamento sportivo – i nostri tecnici si sono seduti al tavolo insieme a Omar per progettare l’equipaggiamento nei dettagli. In tempo di record, l’equipe diretta dal Product Manager di UYN Carlo Mascitti, ha realizzato un completo innovativo per il ciclismo a condizioni estreme.

Il completo “artico” è composto da giacca e pantaloni imbottiti con ovatta sintetica. Ultra-leggero, totalmente impermeabile e antivento, il completo è studiato per trattenere il calore corporeo senza limitare i movimenti naturali del ciclista.

La giacca, con l’innovativa costruzione ERGOMOTION® delle spalle, offre massima libertà di movimento alle braccia. Il cappuccio rimovibile è stato realizzato su misura per integrarsi con il casco di Omar e offrire ulteriore protezione dagli elementi. I pantaloni presentano uno speciale taglio ergonomico che permette di adattarsi al movimento asimmetrico delle gambe. Due prese d’aria laterali con chiusura a zip consentono una ventilazione strategica e personalizzabile. La ghetta al fondo gamba impedisce alla neve e all’acqua di penetrare assicurando un comfort ottimale.

Oltre al riparo dal freddo e dagli elementi, Omar ci ha chiesto che il completo fosse provvisto di tasche per permettergli di raggiungere alcuni oggetti indispensabili senza scendere di sella. La giacca ha una tasca interna e due laterali con chiusura a zip, i pantaloni presentano due tasche nella parte anteriore in modo da non ostacolare il movimento delle gambe.

Photos Credits: 6Stili

Uno, due, tre! Il sistema a strati di UYN

Quale abbigliamento serve per affrontare lunghe ore in bicicletta a temperature di -30°, o addirittura di -40°? Com’è possibile mantenere la temperatura corporea costante, garantire la massima libertà di movimento e al tempo stesso ridurre peso e ingombro? Con queste domande in testa – che rappresentano sfide epocali nel mondo dell’abbigliamento sportivo – i nostri tecnici si sono seduti al tavolo insieme a Omar per progettare l’equipaggiamento nei dettagli. In tempo di record, l’equipe diretta dal Product Manager di UYN Carlo Mascitti, ha realizzato un completo innovativo per il ciclismo a condizioni estreme.

Il completo “artico” è composto da giacca e pantaloni imbottiti con ovatta sintetica. Ultra-leggero, totalmente impermeabile e antivento, il completo è studiato per trattenere il calore corporeo senza limitare i movimenti naturali del ciclista.

La giacca, con l’innovativa costruzione ERGOMOTION® delle spalle, offre massima libertà di movimento alle braccia. Il cappuccio rimovibile è stato realizzato su misura per integrarsi con il casco di Omar e offrire ulteriore protezione dagli elementi. I pantaloni presentano uno speciale taglio ergonomico che permette di adattarsi al movimento asimmetrico delle gambe. Due prese d’aria laterali con chiusura a zip consentono una ventilazione strategica e personalizzabile. La ghetta al fondo gamba impedisce alla neve e all’acqua di penetrare assicurando un comfort ottimale.

Oltre al riparo dal freddo e dagli elementi, Omar ci ha chiesto che il completo fosse provvisto di tasche per permettergli di raggiungere alcuni oggetti indispensabili senza scendere di sella. La giacca ha una tasca interna e due laterali con chiusura a zip, i pantaloni presentano due tasche nella parte anteriore in modo da non ostacolare il movimento delle gambe.

Per la sostenibilità ambientale

L’avventura di Omar rientra in un progetto più ampio, chiamato “Bike to 1.5°C” e lanciato in occasione della della conferenza sul clima di Glasgow COP26. Nel suo viaggio, Omar documenterà l’impatto dei cambiamenti climatici nelle zone più a rischio del Pianeta (scioglimento dei ghiacciai, perdita della biodiversità, impatti sociali ed economici) e dialogherà in diretta streaming con scienziati, climatologi, geografi e politologi. Le emissioni prodotte dagli inevitabili spostamenti aerei tra le regioni artiche saranno interamente compensate attraverso progetti di piantumazione e supporto agroforestale.